
Guarigione Spirituale
Il Tempio di Iside
Dove ciò che si è disperso può ritornare
Molti anni fa, durante una visita in un ospedale psichiatrico, una dottoressa ci disse una frase che non abbiamo mai dimenticato.
Ci spiegò che quando una persona attraversa un trauma, una perdita o una sofferenza profonda, qualcosa dentro di lei può disperdersi. Non nel senso di perdersi per sempre.
Ma nel senso di allontanarsi.
Parti della fiducia.
Parti della gioia.
Parti della propria voce.
Parti della propria storia.
Ci disse che il suo lavoro consisteva nel richiamare quei frammenti e aiutarli a ritornare.
Molto tempo dopo comprendemmo che questa immagine assomigliava profondamente all'antico racconto di Iside.
La Iside che riconosciamo oggi non è una dea da venerare. È il simbolo della forza che cerca ciò che si è disperso e lo richiama a casa.
Per questo il Tempio di Iside è dedicato alla guarigione intesa come ricomposizione.
Non la ricerca della perfezione. Non la cancellazione delle ferite.
Ma il lento e paziente ritorno a sé.
Attraverso la parola.
Attraverso l'ascolto.
Attraverso il simbolo.
Attraverso l'esperienza spirituale.
Ogni frammento che ritorna rende l'essere umano più intero. E ogni essere umano che torna intero ritrova la propria dignità, la propria forza e la propria verità.
Le Vie della Ricomposizione
Ogni persona ritrova la strada verso se stessa in modo diverso. Non esiste un unico sentiero.
Nel Tempio di Iside esploriamo diversi linguaggi dell'anima che possono favorire l'ascolto, la consapevolezza e il processo di ricomposizione interiore:
- la meditazione;
- il viaggio sciamanico;
- il lavoro con il simbolo;
- il sogno e la sua narrazione;
- la parola condivisa nel gruppo;
- il silenzio;
- il contatto con la natura;
- il suono del tamburo e della voce.
Non consideriamo queste pratiche come strumenti di guarigione in sé.
Sono confini. Luoghi di incontro.
Occasioni attraverso cui ciò che è rimasto inascoltato può finalmente essere visto, accolto e reintegrato nella storia della persona.
